ABOUT COLOR

IACC Italia premia Alessandro Mendini durante la prima edizione di Cauda Pavonis - 2014

CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE SUL COLORE

“Il colore è un mezzo in grado di esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde.”

(Vasilij Kandinskij)

“Di certo, un fenomeno esistente in natura raramente racchiude in sé un aspetto psicologico così preponderante come nel caso del colore. Nessuno può imbattervisi e restare indifferente. Davanti al colore abbiamo una reazione immediata, istintiva ed emotiva. Non appena percepiamo il colore, proviamo dentro di noi simpatia o antipatia, piacere o fastidio.”

(Ulrich Beer)

Colore e psicologia

“La dinamica del colore e la psicologia del colore studiano ed indagano quel misterioso campo che è la psiche umana e, partendo da presupposti e considerazioni che oltrepassano i limiti del puro effetto esteriore, giungono a risultati che non sono semplici formule meccaniche per ottenere accoppiamenti intonati, ma soluzioni scientificamente rispondenti alle più svariate esigenze dell’uomo in tutti i settori della sua attività. In altri termini la psicologia del colore, premesso che i colori sono “forze” agenti sull’uomo come qualsiasi altra radiazione elettromagnetica, mira a studiare: primo, le intime relazioni esistenti fra colori, intesi appunto come “forze” e l’uomo; secondo, gli effetti che queste forze hanno sull’uomo in tutte le manifestazioni della sua vita; terzo, come queste forze possano essere sfruttate positivamente a beneficio e vantaggio dell’uomo.”
(Heinrich Frieling, Xaver Auer)

“Gli uomini provano un grande piacere nel vedere i colori, hanno bisogno dei colori come della luce.”

(Johann Wolfgang Goethe)

“Il colore è un segno offerto dalla natura che partecipa ai meccanismi della percezione, all’evoluzione dell’uomo, al suo sapere, alle sue tecniche, alle sue espressioni e alle implicazioni socio-culturali dell’ambiente.”

(Lia Luzzatto, Renata Pompas)

Gli effetti del bianco

“Gli psicologi considerano il bianco come il colore che ha il minor effetto. Esso sta ad indicare il vuoto. Perciò noi dobbiamo continuamente conquistarlo, dobbiamo impiegare tutte le nostre forze per vivificarlo. La sua forte luminosità affatica gli occhi. Il bianco come colore può essere piacevole solo se fa da neutralizzatore fra due toni altrimenti contrastanti o se appare come inquadratura, linea di guida e in genere come richiamo all’attenzione. (…) Nonostante possegga un alto coefficiente di riflessione della luce il bianco viene avvertito come freddo e per niente chiaro e luminoso. Per esempio un ambiente di lavoro dipinto di bianco dà di solito un senso di stanchezza e di disagio.”
(Heinrich Frieling, Xaver Auer)

“I colori stimolano emozioni, reazioni inconsce, assumono significati soggettivi e collettivi e concorrono a configurare un autentico metapaesaggio emozionale.”

(Massimo Caiazzo)

Il colore come mezzo di compensazione sinestetica

“L’uomo non vede i colori solo con gli occhi, ma nella loro percezione vengono interessati tutti i sensi; perciò sarà anche possibile compensare delle sollecitazioni sensorie qualsiasi con le corrispondenti contro eccitazioni ottiche.” “Se ad un colore vengono associate sensazioni sonore, olfattive, tattili o gustative sgradevoli per esempio a causa della prolungata permanenza in un ambiente così connotato, la visione di quel colore risulterà anch’essa sgradevole e potrà essere anche fonte di malessere. Di conseguenza, così come un colore può aggravare uno stato di malessere, attraverso una ragionata scelta cromatica si può intervenire anche compensando o completando cromaticamente un ambiente, così da rendervi la permanenza più vivibile e sostenibile. Suoni, odori, gusti e sensazioni sgradevoli possono quindi essere mitigati e contrastati da un corretto uso cromatico, cosa che può influenzare notevolmente anche la percezione della temperatura, facendo apparire un ambiente più caldo o più freddo rispetto al reale.”
(Heinrich Frieling, Xaver Auer)

“I colori irradiano energia; i suoni irradiano energia; la gente, le piante e gli animali irradiano energia. Gli scienziati hanno stabilito che tutto, in natura, irradia energia.”

(Linda Clark)

L’influenza del colore sull’uomo

Il dr. John Nash Ott (1909-2000), autore americano di Health and Light (1973) e Light, Radiation and You (1982), fu uno dei primi studiosi a indagare gli effetti fisiologici della luce e della radiazione cromatica sul nostro corpo. A tale proposito egli scrisse: "I benefici della luce solare sulla pelle, in particolare per la sintesi della vitamina D, sono conosciuti. Ora iniziamo a scoprire un altro fatto: la luce entrando negli occhi, stimola oltre che la vista, l'attività della ghiandola pituitaria e di quella pineale e forse anche di altre aree del cervello e dell'ipotalamo. Queste aree controllano il sistema endocrino e la produzione di ormoni. L'energia luminosa quindi esercita un'influenza sulla chimica del corpo umano, come del resto succede per le piante." E ancora “Poiché la luce è la fonte di energia alla base dei cambiamenti chimici, sembra logico supporre che variando le caratteristiche dell’energia luminosa, si modificheranno anche le trasformazioni chimiche.”
(John Ott)

“Ciò che più conta per noi è la spontanea reazione emotiva che si ha di fronte a ogni dettaglio architettonico”.

(Sune Lindstrom)

Il colore come mezzo di riqualificazione urbana

“Una componente importante della qualità urbana è la valorizzazione dell’identità degli spazi quale strumento per migliorare le relazioni sociali e le condizioni di vita: allora l’architettura può, attraverso la propria immagine e quindi anche attraverso il colore, attribuire agli spazi quella connotazione di “luogo” (nel senso di specificità, identità e appartenenza) in contrapposizione al “non-luogo”, dove anche il colore è convenzione. Progettare il colore sottende dunque l’implicito quanto cruciale intento di recupero, di reinterpretazione o di affermazione dell’identità di un luogo, che può essere immagine storica o scenario futuro, può fondersi con la natura o dissolversi nei non-luoghi.”
(Ilaria Matta)

“l’intera natura si rivela attraverso il colore al senso della vista. (…) l’occhio non vede alcuna forma, in quanto soltanto chiaro, scuro e colore stabiliscono insieme ciò che distingue un aggetto dall’altro e la parte di un oggetto dalle altre.”

(Johann Wolfgang Goethe)

Indagini sulla percezione del colore degli esterni degli edifici

Il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Göteborg negli anni ’70 ha condotto un’inchiesta da cui risulta che la maggior parte delle persone si dimostra critica verso l’assenza del colore in spazi esterni e vi apprezza invece l’applicazione di colorazioni “allegre”. Lo psicologo e studioso Lars Sivik riassume i risultati delle indagini dicendo che: “In base alle risposte ottenute si può concludere che per le persone l’importanza del colore nel progetto di architettura è palese e che esse ritengono che si possa essere più allegri in un ambiente dai colori vivaci e più tristi in uno dai colori smorti.”
(L.Sivik)

Dalle ombre delle cose remote e lor colore

“Le ombre delle cose remote parteciperanno tanto più di colore azzurro, quanto esse saranno in sé più oscure e più remote; e questo accade per la interposizione della chiarezza dell’aria che s’intramette infra l’oscurità de’ corpi ombrosi interposti infra il sole e l’occhio che la vede; ma se l’occhio si volta in opposito al sole non vedrà simile azzurro.”
(Leonardo da Vinci)